Biografici e autobiografici, Letterari

Del senso dell’umorismo e il ricordo di sir W.

Ognuno di noi può constatare, ricordando una circostanza della propria vita, come gli sia stato possibile uscire da una situazione, o da uno stato d’animo difficili trovando in sé la forza per guardare per così dire dall’esterno la propria condizione in maniera dissacrante, intendendo con ciò riuscire, di quella circostanza, a riderne. E’ molto probabile che ci ricordiamo come sia stato un esercizio difficile strapparci dalle viscere quella risata –o, più parcamente -quel sorriso; ma quel successo ci aiuterà la volta successiva. L’argomento che ho scelto mi fa ricordare come ci possa venire un aiuto valido, alla bisogna, dalla lettura di umoristi di classe; e, inevitabilmente per quanto mi riguarda, penso per primo a Wodehouse, per me indimenticabile Autore. Una veloce scorsa su Wikipedia per una verifica di particolari sulla figura e, accanto alla foto del personaggio, leggo l’incipit della sua presentazione. Così presenta Wikipedia  Sir Pelham Grenville Wodehouse: “[…]uno dei più letti umoristi del XX Secolo famoso per le sue trame complesse, il sofisticato uso del linguaggio e la prolifica produzione[…]”. Ma anche “ […]fu un maestro riconosciuto della lingua inglese e di stile, con ammiratori che vanno dai contemporanei come Hilaire Belloc, Evelyn Waugh, Rudyard Kipling, agli scrittori moderni come Salman Rushdie e Douglas Adams[…]”. Mi sono chiesta di recente, trovandomi tra le mani dopo molto tempo l’Oscar Mondadori con le avventure di Jeeves cosa alimentasse la penna di W. che vita, quali esperienze; come riuscisse a inventare nuovi intrecci esilaranti . Chissà se anche lui doveva fare qualche volta uno sforzo di volontà per mettersi a inventare quelle storie? E chi aveva ispirato soprattutto il personaggio impagabile di Jeeves? Un cenno a Jeeves: […]“Il ricco e vanitoso Bertie Wooster è il personaggio narrante, in un gran numero di romanzi e racconti che descrivono le situazioni improbabili e sfortunate in cui si cacciano lui e i suoi amici, e il modo in cui il suo ingegnoso valletto Jeeves, da perfetto deus ex machina riesce sempre a risolverle. Chiamate collettivamente “la serie di Jeeves”, sono le opere più famose di Wodehouse[…]”  Ricordo che quando ho ritrovato il libro (il primo che lessi della serie di Jeeves) mi sono  accinta a rileggerlo per verificare se anche dopo le prime volte, e dopo tanto tempo la storia mi strappasse le risate che ricordavo di non essere riuscita a trattenere la prima volta che la lessi. Con piacevole stupore mi sono accorta mentre rileggevo che il sorriso ristoratore mi saliva alla gola come un tempo e ho ringraziato in cuor mio il grande Woodehouse. Germana Pisa 19 agosto 20 – ( per una biografia di Woodhouse, e notizie delle opere rimando a https://it.wikipedia.org/wiki/P._G._Wodehouse

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