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Davanti al dolore degli altri.

Giorni fa, mi è capitato di accendere la televisione nel momento in cui, nello spazio culturale di un telegiornale (RaiNews24), era da poco cominciata l’intervista, da parte di una collega, a Domenico Quirico,  https://www.festivaletteratura.it/it/2020/autori/domenico-quirico giornalista, inviato del quotidiano LaStampa. Prima ancora di sentirlo parlare lo avevo riconosciuto; la sua figura mi ha riportato subito alla mente la vicenda drammatica di cui anni fa era stato oggetto e vittima: subì un crudele sequestro in Siria, dove si trovava come inviato di guerra per il suo giornale; il sequestro era durato 152 giorni. Ora Quirico era lì, ospite in tv per parlare di un suo libro recente ed io cominciai ad ascoltarlo nel momento in cui stava dicendo che l’Occidente è diventato insensibile alle tragedie delle popolazioni in guerra, che si commuove solo per le vicende che lo riguardano in casa propria. Negli ultimi giorni ho pensato spesso al fatto che viviamo in modo drammatico la situazione creata dal virus Covid19 nelle nostre vite, ma non ci sfiora il ricordo delle epidemie che, nel disinteresse quasi assoluto di noi occidentali hanno falciato milioni di vite, specie in Africa e in tempi ancora recenti. Riguardo alla nostra scarsa sensibilità per i drammi della guerra in altra parte del mondo, in altri continenti Quirico osservava che non siamo certo disinformati circa quei massacri, quelle atrocità; infatti siamo sommersi di immagini e di notizie di quegli eventi, ma quelli ci sfiorano soltanto; e solo nel tempo di guardare una foto o un filmato sul web. E’ vero, noi siamo preda di una mostruosa insensibilità, che forse è indotta proprio dalle modalità di trasmissione tipica della pagina web , nel delirio di quello che viene chiamato infotainment, informazione spettacolo. Forse, dico “forse” sia questo, perchè in realtà ci sono comunque altre modalità di conoscenza dei fatti.  Ed ecco un altro pensiero mi raggiunge adesso, un flash di memoria, nel ricordare quando – anni fa – fui sollecitata a scrivere per una rivista di scrittura collettiva su di un argomento che ci fu proposto  “Davanti al dolore degli altri”. Eravamo chiamati ad esprimere il nostro pensiero sul fatto che noi si possa o non si possa avere reale empatia nei confronti del dolore altrui. Ricordo come pensai di primo acchito che si trattava di una tema facile da svolgere e mi sembra ricordare che ero convinta da subito che avrei scritto che non c’erano dubbi, che noi si poteva provare empatia. Stranamente, nel contempo pensai che ci era stato dato un tema difficile, il che era in contrasto con la mia prima impressione. Ma analizzando bene non è vero neanche questo; perchè la verità è che il titolo mi mise subito in imbarazzo con me stessa. Andrò a ricercare che cosa ho scritto allora, ma sono certa che quella volta scrivendo, argomentando, non ho dato il meglio di me.

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