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Dice Pontiggia.

Forse non sono le esatte parole pronunciate dal maestro Pontiggia, quelle che ho riportato: https://www.germanapisa.it/wp-admin/post.php?post=1766&action=edit; anche se probabilmente rispecchiano bene il suo pensiero. Tuttavia, e se avesse inteso anche dire di più del suggerire la sobrietà ? E se in cuor suo pensasse ma non abbia detto per timore di offendere: scrivere vuol dire saper rinunciare…a scrivere? Potremmo dargli torto, guardandoci intorno? Non ho intenzione, nè facoltà e presunzione di ironizzare sulla grande quantità di libri che nascono e muoiono; ma pensare all’alluvione di parole che ci circondano: nei social intesi in tutte le loro declinazioni. Ah, noi per primi si intende dobbiamo fare un esame di coscienza! Ma qui sto divagando. I suggerimenti del maestro Pontiggia sono veramente incisivi e ognuno di noi, che scriva in questo o quel contesto, si sente toccato in uno e più punti; ci sono consigli veramente forti ma in questo momento me ne viene alla mente uno, quello che dice in pratica usate la parola che conoscete, la più semplice. Poi la cautela negli aggettivi e poi, siccome sono femmina e quel passaggio di P. pare rivolo a noi, mi colpisce il suggerimeno a non esagerare in psicologismo, forse voleva dire non affezionarsi troppo a trame che indaghino sulla psiche. Su questo devo riflettere, su cosa intenda, voglio dire. C’è materia di discutere ancora di quel fantastico compendio di consigli, che a dispetto del concetto che vuole trasmettere, darà tuttavia motivo di usare altre e molte parole per commentare.

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