Biografici e autobiografici, fantasy

Numeromania.

Non era una vera e propria ossessione, era più una curiosità, per così dire postuma: lo era quella di sapere quale sarebbe stato il giorno: che numero, ovvero che data. E unita al relativo giorno della settimana e poi al mese e – tanto per eccedere – all’ora del giorno. Altro numero. Così, quando staccava il foglietto del calendario, non poteva fare a meno di chiedersi se la combinazione di quel giorno – numero e giorno della settimana – per lei sarebbe stato fatale, in prospettiva intendo. Non era tanto il quando, quello era apparentemente indifferente, quanto proprio il numero. Nelle moltissime combinazioni di numero più giorno e più mese ce ne doveva essere per forza una che sarebbe stata quella. Per forza? Non era molto sicura, la statistica matematica non la aveva proprio studiata, non era neppure sicura che potessero ripetersi numero e giorno della settimana e magari mese, ma in fondo questo era poco importante. Era il numero quello che sarebbe stato il suo, e sarebbe stato necessariamente un numero compreso tra 1 e 31. Però non ebbe paura . Si ricordava che non aveva avuto paura quando aveva questi pensieri, staccando il foglietto del calendario.

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