Biografici e autobiografici

Il mistero del quadro.

Il quadro senza autore mi guarda dalla parete e ogni volta gli domando tra me e me silenziosamente: chi ti ha dipinto? Da molti anni è la stessa cosa il mistero continua. Ora ne parlo. Guardo davanti a me, per la ennesima volta in basso a destra se per caso intravvedo una firma, ma niente. Ahi, cari artisti! la firma bisogna che non la dimentichiate! Tace il mio gruppo floreale, così bello. Ho chiesto in famiglia, poi spiegherò perchè proprio in famiglia, ma non se ne sa niente. No, non si tratta di un quadro che ho trovato su una bancarella di robivecchi e che – colpita dalla composizione serena e splendente – ho acquistato. Si tratta di un quadro che – lo ricordo bene -mia madre un giorno mi consentì di prendere: ce lo aveva in casa, non era appeso alla parete, gli chiesi chi lo aveva dipinto e mi disse: Elisabetta. Ma Elisabetta nega aver mai dipinto quel quadro. Perchè mi ostino a pensare che l’Autore debba essere un congiunto? Perchè il vaso che contiene il bellissimo mazzo di fiori è un vaso che ricordo abbiamo avuto in casa da generazioni: un solido vaso di vetro, pesante, quanto di armoniose linee, di colore verde brillante. La magia del quadro è certamente ai miei occhi quel suo mistero di non avere un autore e del fatto che il presunto autore neghi di esserlo, ma prima ancora è perchè è proprio bello. Mi dà allegria e serenità. Io ho cominciato a sospettare che in realtà l’Autore sia proprio la mamma che me lo ha consegnato. Perchè penso questo? Per un precedente, per così dire. Un giorno – eravamo sedute, ricordo – io e lei in cucina: sul tavolo un foglio bianco e una matita e su quel foglio mia madre tracciò con somma abilità il ritratto di un caro parente – Davide – Non ricordo bene i suoi gesti dopo che ebbe finito il disegno; peccato! Forse, mentre parlava del più e del meno, Iole si era alzata ed era andata in un’altra stanza, con il foglio del ritratto in mano. Poi il mio ricordo sfuma. Se in seguito chiesi a mia madre di mostrarmi ancora quel ritratto sono certa che mi può aver detto che non ricordava dove lo aveva messo; o forse addirittura che non ricordava di aver mai fatto alcun ritratto. Cosa aspettarsi del resto da una signora bellissima che fin da giovane usava tagliare la propria faccia dalle stampe fotografiche? Quale ritrosia, quale timidezza, quale problema ha celato nella sua vita quel gesto? Per fortuna che mi rimangono ancora ritratti di lei integri! Quindi, tornando a noi e al mistero del quadro senza autore, forse un autore ce lo ha, in incognito. Iole era anche una scherzosa creatura e le piaceva creare un alone di mistero intorno a sè, aveva una speciale ritrosia, che non respingeva, no! Ma che faceva pensare ad una profonda intimità di cui era gelosa. . Ciao Iole. Ciao mamma.

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