Documenti, Letterari

Quel che Google ci offre.

Quando, il 4 dicembre 2004, il blogger Danny Sullivan lesse, come faceva di consueto attentamente,  il post nel blog ufficiale di Google, lo trovò particolarmente interessante. Non gli sfuggì un paragrafo inserito tra la lista delle parole più cercate, un paragrafo, il cui contenuto lo portò a dichiarare trattarsi dell’annuncio del  piu’ grande cambiamento mai avvenuto nei motori di ricerca. Già dal titolo spiegava perche’: Ricerche personalizzate per tutti. Possiamo dirci: cosa c’è di meglio di questo? Ma, anche, chiederci subito dopo se sia veramente il meglio. Cosa significa veramente che Google ci fornisce una ricerca personalizzata? E come  avviene e cosa implica questo? Un articolo di Eli Parisier , da The Observer, ” Quello che internet nasconde”, e contenuto nel numeroin edicola di Internazionale, ci spiega..”…analizza il modo e il senso di questa rivoluzione del famoso motore di ricerca.

Si dice: Oggi Google usa 57 indicatori  dal luogo in cui siamo al browser che stiamo usando al tipo di ricerche che abbiamo fatto in precedenza  per cercare di capire chi siamo e che genere di siti ci piacerebbe visitare. Anche quando non siamo collegati, continua a personalizzare i risultati e a mostrarci le pagine sulle quali probabilmente cliccheremo. Di solito si pensa che facendo una ricerca su Google tutti ottengono gli stessi risultati: quelli che, secondo il famoso algoritmo dell’azienda, Page Rank, hanno maggiore rilevanza in relazione ai termini cercati. Ma dal dicembre 2009 non è più cosi’. Oggi vediamo i risultati che secondo Page Rank sono piu’ adatti a noi, mentre altre persone vedono cose completamente diverse. In poche parole: Google non  più uguale per tutti […]

L’Autore dell’articolo di The Observer non ha mancato di fare subito una prova per verificare la veridicita’  di quanto sopra detto: mentre la piattaforma Deepwater Horizon vomitava petrolio nel Golfo del Messico, ha chiesto a due amiche di fare la stessa ricerca su Google. Si trattava di due persone abbastanza simili, per gusti, cultura, entrambe di sinistra, entrambe abitanti nel nordest degli Stati Uniti. Pariser ha chiesto loro di digitare la medesima parola: Ma l’una e poi l’altra hanno ottenuto risultati molto diversi, e se una ottenne come risultato i link sull’incidente nel Golfo, l’altra potrà ottenere solo una pubblicità  della compagnia petrolifera. Perfino il numero dei risultati era diverso: 180 milioni per la prima, 139 milioni per l’altra.[…]

 Se questi sono i risultati della ricerca di due persone simili tra loro, si chiede Pariser, immaginate come, per esempio, possono esserlo rispetto a quelle di un vecchio repubblicano del Texas o di un uomo d’affari giapponese.

Un altro esempio possibile: […]Ora che Google è personalizzato, la ricerca di cellule staminali probabilmente dà  due risultati diametralmente opposti agli scienziati che sono favorevoli alla ricerca sulle staminali e a quelli che sono contrari. Scrivendo: prove del cambiamento climatico un ambientalista e il dirigente di una compagnia petrolifera troveranno risposte contrastantiâ.

La maggioranza di noi crede che i motori di ricerca siano neutrali. Ma probabilmente lo pensiamo perche’ sono impostati in modo da assecondare le nostre idee L’annuncio di Google ha segnato il punto di svolta di una rivoluzione importante ma quasi invisibile del nostro modo di consumare le informazioni. Potremmo dire che il 4 dicembre 2009 e’ cominciata l’era della personalizzazione.

Ma, come si chiede il titolo dell’articolo: quali sono le notizie, i dati,  che io, te, potremmo conoscere e che Google non ci fornisce, “preferendoo assecondare solo i nostri gusti, tendenze, preferenze, e nascondendoci  altre informazioni che potremmo acquisire al di là  del nostro bagaglio consueto di conoscenza, e cultura?

E possiamo concludere dicendoci che in fin dei conti questa innovazione di Google – che di primo acchito potrebbe “lusingarci – cioe’ avere risposte che ci rassicurano e ‘confermano’ nelle nostre convinzioni  limita il nostro orizzonte e un po’ la nostra liberta ?

1 LUGLIO 2011

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